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Eine kleine Nachtmusik
Il negozio del vostro barbiere è un luogo davvero accogliente: giornali in quantità a disposizione, comode poltrone su cui depositare le stanche terga della clientela, conversatori amabilissimi che discutono signorilmente dei fatti del giorno…e non solo. In più, una musica coinvolgente accompagna i gesti misurati del figaro che taglia un ciuffo, spennella il mento, rade il sopralabbro, aggiusta un ricciolo, asciuga il crine.
Qual è la musica più coinvolgente? Ebbene, tutta la buona musica è coinvolgente, ma quella del genio di Salisburgo lo è più di ogni altra, pur ottima. E su tutte quelle composte da Wolfgang Amadeus Mozart spicca la “Piccola Serenata notturna” K 525, un piccolo capolavoro di simmetria armonica e di equilibrio contrappuntistico. Appunto, quella composizione, soprattutto, ma anche altre del Nostro si possono ascoltare in godimento assoluto nel buen retiro offerto alla spettabile clientela.
È risaputo che la musica di Mozart concilia la massima (in quantità e qualità) produzione di latte da parte delle vacche di tutto il mondo: gli agricoltori si sono da tempo accorti dell’opportunità ed hanno dotato le loro stalle di altoparlanti in stereofonia che riproducono le melodie più struggenti del musicista salisburghese. I produttori di parmigianoreggiano e di grana padano raccomandano tale pratica ai loro fornitori di latte, con risultati eccezionali per la qualità del prodotto.
Ciò stava appunto commentando il Dott. Bianchi, medico in pensione ma sempre attento ad ogni novità, quando il Sig. Filippi, scorrendo le pagine di una rivista categoriale ospitata fra le altre sul tavolino dei magazine, interloquì osservando: «Non solo al buon latte serve la musica di Mozart, ma anche a chi soffre di glaucoma». E così, ci legge il buon Filippi che un’indagine scientifica brasiliana (pubblicata su di un’autorevole rivista medica) ha dimostrato che la musica del grande compositore permette di affrontare meglio il test della visione oculare periferica in pazienti con glaucoma o con particolari alterazioni neurologiche.
Si è accesa allora una profonda discussione, a seguito della quale si è suggerito:
1) di diffondere presso le basi militari della Nato in Afghanistan e in Iraq a tutto volume qualche brano di “Così fan tutte”, come ad esempio “Donne, voi che sapete”, per verificare se ciò può scongiurare gli attacchi dei kamikaze;
2) di aprire Scuole di musica nella Striscia di Gaza, dove lo studio dei quartetti mozartiani possa integrare le litanie coraniche;
3) fare precedere le votazioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu dall’ascolto catarchico della Sinfonia Jupiter K 551;
4) e soprattutto distribuire filmati televisivi in cui il Flauto Magico (la cui vicenda si svolge, come si sa, in un immaginario Oriente) possa calmare con il fascino ammaliatore della musica qualsiasi tentativo di violenza.
Dopo tutto, questo è il duecentocinquantesimo anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus: chissà che non possa accadere che – viste le sperimentazioni positive già realizzate sulla produzione di latte e i test visivi - l’effetto- Mozart non esprima i suoi benefici influssi anche sulla situazione mondiale? Nella speranza che G.W. Bush e Osama bin Laden non siano irrimediabilmente sordi.

Il Barbiere di Siviglia